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venerdì 04 aprile 2025 | ore 17:11

Inizia l'era dei dazi USA

Una data storica per i rapporti commerciali Europa/USA. I dazi introdotti dall'Amministrazione Trump saranno una mannaia su numerosi settori produttivi italiani.
Attualità - Donald Trump

A partire dal 2 aprile, l'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump introdurrà una serie di dazi sulle importazioni, colpendo numerosi settori dell'economia italiana. Queste misure protezionistiche, annunciate come parte della politica dei "dazi reciproci", mirano a riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti, ma rappresentano una sfida significativa per le imprese italiane che esportano negli USA.
Uno dei comparti più vulnerabili è quello vinicolo. L'incertezza legata all'introduzione dei dazi ha già causato una stagnazione delle esportazioni italiane di vino e liquori verso gli Stati Uniti. Secondo Federvini, gli importatori americani hanno richiesto la sospensione delle spedizioni per evitare l'imposizione di tariffe aggiuntive, causando un blocco del mercato. Micaela Pallini, presidente di Federvini, ha evidenziato che alcuni ristoranti negli USA stanno esaurendo le scorte di vini italiani, con conseguente aumento dei prezzi per le bottiglie ancora disponibili. Produttori di prosecco, come Ruffino, hanno visto milioni di bottiglie bloccate nei porti a causa della cancellazione degli ordini americani.
Anche il settore automobilistico italiano è sotto pressione. Trump ha annunciato l'imposizione di dazi del 25% sulle auto importate, misura che entrerà in vigore dal 2 aprile. Questo provvedimento potrebbe avere ripercussioni significative su case automobilistiche italiane come Ferrari e Lamborghini, aumentando i prezzi per i consumatori americani e potenzialmente riducendo la domanda.
A livello europeo, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha espresso profondo rammarico per la decisione degli Stati Uniti, sottolineando che l'industria automobilistica è un motore di innovazione e occupazione su entrambe le sponde dell'Atlantico. Ha inoltre dichiarato che l'UE continuerà a cercare soluzioni negoziate, ma è pronta a proteggere i propri interessi economici. ​
In Italia, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha evidenziato l'importanza di mantenere solide relazioni con gli Stati Uniti, sottolineando che sono il principale alleato dell'Italia e dell'Europa. Ha inoltre esortato la Commissione Europea a intraprendere azioni per proteggere le imprese europee, promuovendo una politica industriale che restituisca competitività alle aziende del continente.
Le aziende italiane si trovano ad affrontare una situazione complessa. Da un lato, l'introduzione dei dazi potrebbe rendere meno competitivi i prodotti italiani sul mercato statunitense, favorendo potenzialmente imitazioni e prodotti non autentici. FederItaly ha espresso preoccupazione che queste misure possano spalancare le porte al falso Made in Italy, danneggiando ulteriormente i produttori autentici.
Dall'altro lato, alcune aziende potrebbero considerare la possibilità di delocalizzare parte della produzione negli Stati Uniti per aggirare le tariffe, come suggerito dal segretario al Commercio americano Howard Lutnick. Tuttavia, questa soluzione comporta sfide significative in termini di investimenti e mantenimento dell'autenticità del prodotto.

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