meteo-top

Milano / Malpensa

Malpensa Cielo sereno 10°
Gio, 03/04/2025 - 22:50

data-top

giovedì 03 aprile 2025 | ore 23:44

"Inclusione... speranza sfumata"

Lettera aperta a un supermercato da parte dei genitori di un giovane rimasto ‘fuori corsia': "Un’opportunità ed una speranza per ora sfumata...”
Cuggiono - L'area esterna del supermercato locale

Un’opportunità, più che di lavoro, di realizzazione, per sentirsi parte di una realtà più ampia, organizzata, strutturata. Il veder realizzare piccole e grandi conquiste sull’organizzazione e gestione di un servizio, ma anche il sapere che le proprie giornate hanno un obiettivo concreto. Se per tanti di noi questa è la routine del mondo lavorativo, spesso pesante, con turni sfiancanti o poco retribuiti, per alcune persone sono quasi una speranza. Parliamo delle persone affette da disabilità e dai loro familiari che, tra cavilli burocratici e grandi difficoltà alle volte logistiche e gestionali, si vogliono confrontare con il mondo del lavoro. Perchè? Perchè per una persona con una disabilità ‘poter’ lavorare vuol dire normalità, essere ‘appagato’ e riconosciuto: incluso. La storia che andiamo a raccontare, descritta dalla lettera che abbiamo ricevuto, da parte dei genitori di un giovane affetto dalla sindrome di down, ci apre molte domande, e a cui lasciamo ai lettori spazio per le risposte. È la storia del giovane G., per molti mesi operativo al Tigros di Cuggiono e ora a casa.

Lettera integrale dei genitori
Al termine del tirocinio di Giacomo Alemani con la società Tigros Spa, ci sentiamo in dovere come genitori e come cittadini, di esprimere il nostro punto di vista tramite questa lettera aperta rispetto all’esperienza vissuta.
Per comprendere meglio la nostra opinione, vi invitiamo a leggere una nostra intervista sul tema risalente a luglio 2024: https://www.ialombardia.it/news/inclusione-e-autonomia-lisola-formativa-...

UN PERCORSO MOLTO LUNGO PASSATO DA 24 A 30 MESI
Trenta mesi è durato il percorso per Giacomo: trenta mesi di esperienza vera e concreta fatta di regole, comportamenti, acquisizione di competenze, autonomia e relazioni umane. Un percorso che ha dato a Giacomo autostima e valore sociale, tramite una delle più importanti pratiche collettive all’interno delle nostre comunità: il lavoro.
Giunti a poco più di due settimane dalla scadenza del percorso, ci attendevamo e al contempo speravamo in una concreta possibilità di prosecuzione dell’attività lavorativa, considerato anche che l’obiettivo del tirocinio era finalizzato all’assunzione. Ci teniamo a precisare che quest’ultima non era un passaggio obbligatorio, ma nell’ottica complessiva del progetto sarebbe stata il risultato naturale di un percorso condiviso e di obiettivi gradualmente raggiunti.
Per questi motivi, non avendo ricevuto controindicazioni o segnalazioni da parte di Tigros circa ostacoli insormontabili o criticità inerenti all’attività lavorativa o a condizioni che mettessero a rischio il benessere di Giacomo, la e-mail inviata il 10 di febbraio, con la quale Tigros comunicava e motivava la chiusura del rapporto con la sua scadenza naturale, ci ha fortemente deluso e spiazzato.
A tal proposito, crediamo che vi siano due questioni, per noi fondamentali, da dirimere: una attiene al metodo e una attiene al merito.

Metodo:Vi è sempre nella vita di noi tutti, un metodo, uno stile che attiene al rispetto delle persone. Al di là della scelta presa da Tigros, vi è un tema legato anche alle tempistiche ridotte con cui tale scelta ci è stata comunicata. Sottolineiamo che ciò è assolutamente fondamentale soprattutto per chi gestisce e convive con situazioni di profonda “fragilità”: dietro a Giacomo vi è una famiglia che quotidianamente e per fortuna si reca al lavoro, oltre a una rete di molte altre persone e soggetti che organizzano da 21 anni la vita di Giacomo in tutti i suoi aspetti.

Non è giustificabile, dal nostro punto di vista, un preavviso di poco più di 15 giorni da parte di Tigros, società che dovrebbe avere serietà, consapevolezza e cura delle persone come elementi fondamentali del proprio agire.

Merito: Mancanza di piena autonomia e concentrazione sono le due motivazioni che hanno indotto Tigros a decidere di non proseguire il rapporto oltre la sua naturale scadenza.
Per ciò che riguarda l’autonomia di Giacomo, essa è in qualunque situazione legata, poco o tanto, anche alla interazione con le persone e che a noi risulta essere stata positiva anche nel punto vendita di Cuggiono.
Sappiamo quanto gradualmente e costantemente in questi 30 mesi, Giacomo sia cresciuto professionalmente ed umanamente, grazie ad un percorso formativo e metodologico, accompagnato dai tutor dello IAL per più di metà percorso in maniera totale e da diversi mesi con la presenza ridotta a 2 ore a settimana su 16 ore di lavoro.
Come in tutti i lavori, vi sono delle attività svolte in piena autonomia ed altre da svolgere in interazione con gli altri colleghi. Si chiama collaborazione (etimologicamente: lavorare con) ed organizzazione del lavoro funzionale a raggiungere il risultato finale dell’INCLUSIONE.
I deficit collegati alla sua patologia lo accompagneranno per tutta la sua vita, lavorativa e non, e il suo sviluppo come persona dipenderà fortunatamente anche da chi entrerà in relazione con lui. Lo spirito stesso del progetto, da cui passa anche la dignità sociale tramite il lavoro, era incentrato su un’alleanza tra le persone “normodotate” e le persone con più difficoltà dovute alla propria condizione “disabile o diversamente abile”.
Per ciò che attiene al tema della mancanza di concentrazione, sarebbe irrispettoso verso l’intelligenza di noi tutti relazionarla alla patologia di Giacomo. Ci tengo però a sottolineare che, nonostante tutto, nostro figlio possiede delle potenzialità che, come per tutti i giovani, si stanno sviluppando e che potranno ulteriormente migliorare nel tempo, anche attraverso esperienze qualificanti e sfidanti come l’attività lavorativa.

LE NOSTRE CONSIDERAZIONI:
Il tema dell’inclusione delle persone con disabilità nei luoghi di lavoro è un tema complesso e delicato ma anche un diritto/dovere che riguarda tutta la nostra società: cittadini, lavoratori e imprese.
Oltretutto è anche un tema che attiene alla competitività aziendale, la quale oggi più che mai viene sviluppata dalla credibilità sociale e dall’immagine pubblica che un’impresa comunica ai propri stakeholders.
Non è un caso che anche Tigros, come molte altre società, ha investito sulla propria reputazione nei confronti dei molti territori dove è presente.

Ricordando che la “S” nell’acronimo della sostenibilità ESG sta per Sociale, crediamo che un progetto legato all’inclusione delle fragilità, porti sicuramente un valore aggiunto all’azienda stessa, se si ritiene che ci debba essere un piccolo spazio dove non si pesano le persone esclusivamente in funzione del fatturato o produttività.
Non ci aspettiamo niente di meno da un’impresa che nelle premesse del proprio codice etico scrive: “Tigros Spa è un’azienda moderna, orgogliosa delle radici umane, territoriali e professionali che l’hanno resa realtà commerciale dinamica. Consapevole del ruolo che è chiamata a svolgere nei confronti di tutti coloro che le consentono un’eccellenza dei risultati – i dipendenti, i clienti, i fornitori, il tessuto economico e sociale nel quale opera.”
Per superare definitivamente le disparità e le difficoltà che solo una famiglia a contatto quotidiano con la disabilità conosce, crediamo profondamente nella necessità di superare la semplice visione funzionale, basata esclusivamente sulla prestazione. Vorremmo avere la possibilità di desiderare imprese a misura di uomo e di donna che sappiano consapevolmente far convivere le caratteristiche di ciascuno, in modo accogliente, dignitoso, lungimirante.
Più semplicemente in modo umano.
Per perseguire ciò e per guardare in avanti con fiducia, serve attivarsi e allo stesso tempo sperare che l’atteggiamento culturale compia dei passi in avanti.
Bisogna che ognuno, istituzioni, scuola, organi di controllo, politica, aziende, associazioni realizzino passi concreti e misurabili per la creazione di una comunità che sappia prendersi cura di tutti perché tutti, secondo le proprie possibilità, contribuiranno al suo sviluppo.
Per quanto ci riguarda faremo nel nostro piccolo quanto è nelle nostre possibilità, iniziando dalla responsabilità che abbiamo come genitori e anche come consumatori. Per tanto, ritorneremo ad essere “clienti” di un punto vendita Tigros quando riscontreremo che questi passi si saranno realizzati.
Cordialmente famiglia Alemani

Sostieni


Siamo al lavoro per offrire a tutti un’informazione precisa e puntuale attraverso il nostro giornale Logos, da sempre gratuito. La gratuità del servizio è possibile grazie agli investitori pubblicitari che si affidano alla nostra testata. Se vuoi comunque lasciare un tuo prezioso contributo scrivi ad amministrazione@comunicarefuturo.com
Grazie!

Rispondi