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Attualità

La 'fiducia' porterà a un 2011 migliore?

Lo scorso anno aprivamo l’ultimo numero di ‘Logos’ del 2009 con un articolo dal titolo ‘Il lascito del 2009: crisi e toni violenti’. Per un triste scherzo del destino sarebbe quasi da riproporre anche oggi... La II Repubblica ricorderà infatti a lungo lo scorso 14 dicembre 2010. Il giorno del tanto atteso ‘de profundis’ dell’epoca politica di Silvio Berlusconi è divenuto in realtà l’ennesimo successo politico del Cavaliere di Arcore. Un successo davvero difficile, quasi insperato, che da un lato non stabilizza la situazione politica, anzi, apre una fase della legislatura ancora più fumosa e confusa, ma comunque segna che la sua presenza sulla scena politica italiana non è ancora terminata. Due i motivi che constatano questa tesi: il mantenere la fiducia a Senato e Camera (seppur con un pochi e risicati voti, alcuni frutto di nuovi interlocutori aggiunti con modalità non limpidissime), ma sopratutto godere tuttora della centralità della discussione. Il dato che invece preoccupa maggiormente è il deterioramento sociale del Paese: a parte la violenza inaudita di alcuni teppisti, è giusto ricordare che martedì a Roma e in buona parte del Paese sfilavano studenti, precari, Fiom, residenti di Terzigno, terremotati, ecc... segno di un malessere diffuso che la crisi economica ha accentuato e che non andrebbe sottovalutato. Il nuovo giorno porterà consiglio? Vedremo... la speranza è che nei prossimi giorni si possa davvero tornare a parlare di politica solo per fare riforme e ridare speranza a un’Italia sempre più depressa e disillusa. I dodici mesi passati non hanno portato le speranze tanto attese: la crisi economica è rimasta, la cronaca nera alimenta tensioni e individualismo, la politica non ha portato le riforme per il rilancio. Ancora una volta un po’ di fiducia viene dalle piccole e grandi storie quotidiane, come alcune di quelle raccontate in questo numero di ‘Logos’, perchè vi è ancora tanta voglia di far bene e non arrendersi a un ‘sistema’ malato.

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