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Salute, Sociale, Milano

COVID-19: City Angels e clochard

Mario Furlan, fondatore e presidente dell'importante realtà di volontariato di strada di Milano e d'Italia, ci racconta l'emergenza Coronavirus dei senzatetto del capoluogo lombardo.

Le loro case, in queste settimane di grave emergenza, sono i due centri di accoglienza di via Gino Pollini ed Esterle. E' lì che, rispondendo a quell'appello di restare, appunto, nelle proprie abitazioni, stanno trascorrendo le giornate. Luoghi accoglienti e caldi che, grazie all'impegno ed all'attenzione dei City Angels, da sempre e, ancor di più oggi (con le delicata e complessa battaglia contro il Coronavirus che vede impegnato tutto il nostro Paese), sono diventati un vero e proprio punto di riferimento per i tanti clochard di Milano. "In totale sono un centinaio le persone che assistiamo quotidianamente e che in queste strutture hanno trovato un ricovero sicuro - spiega Mario Furlan, fondatore e presidente dell'importante realtà di volontariato di strada del capoluogo lombardo e di molte altre città italiane - Certo, non è facile, perché il difficile periodo che stiamo vivendo, sta interessando ognuno di noi e, perciò, è fondamentale e necessario cercare di tutelare e salvaguardare il più possibile la salute dei senzatetto che, altrimenti, sarebbero costretti a rimanere in strada, con i vari rischi e pericoli connessi". Un'attenzione, insomma, davvero a 360 gradi quella messa in campo dai volontari e dal personale dei centri. "Al di là della distribuzione dei pasti, per il pranzo e la cena - continua Furlan - ci siamo organizzati con attività che riescano a tenere impegnati i clochard, per far loro trascorrere il tempo. Tutto, poi, ovviamente nel rispetto delle varie misure e direttive, ossia dal mantenere la distanza di un metro tra i presenti, alla pulizia continua e costante degli ambienti e dei locali utilizzati, fino ai controlli sugli stessi senzatetto, con l'ausilio di personale medico e infermieristico, sempre a disposizione sul posto. Lo ripeto, non è semplice, dal momento che, accanto, appunto, al cibo, c'è anche la parte emotiva e psicologica degli utenti del servizio (ci sono quelli che capiscono la situazione e si adeguano, però ci sono coloro che, invece, non si rendono conto e che, in qualche occasione, magari si mettono ad urlare contro gli altri ospiti o che hanno crisi di panico ed angoscia, fino a quanti vogliono assolutamente uscire e tornare, come facevano prima, a girare per la città)". Ma i due centri di accoglienza sono solo un tassello dello straordinario lavoro che i City Angels stanno svolgendo in questi giorni. "Assieme - conclude il fondatore e presidente - siamo impegnati alla mensa dei frati cappuccini in viale Piave per la distribuzione dei pasti a mezzogiorno e la sera. Senza dimenticare che, durante i nostri servizi sul territorio, ci imbattiamo ancora in senzatetto che se ne stanno per strada e che, oltre a dare un sostegno sul momento, invitiamo a recarsi nei centri di aiuto, per trovare un sostentamento".

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