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Salute

La battaglia è ancora lunga

16220 i casi positivi in Lombardia a martedì 17 marzo: "Rinnoviamo l'appello a stare a casa, osservando le celle telefoniche abbiamo visto il dato che il 40% delle persone esce e si sposta, la percentuale è troppo alta".

È attivo il progetto ‘Open Scuola’, l'iniziativa positiva con cui Regione Lombardia intende sostenere le scuole e i docenti, in questo momento di emergenza, mettendo a loro disposizione la Piattaforma Open Innovation per condividere i propri modelli di erogazione di formazione a distanza e i materiali didattici, così da favorire il confronto e la collaborazione. “Nella Community docenti, studenti e famiglie possono accedere a documenti, notizie, discussioni e strumenti utili per la gestione della didattica a distanza - ha detto il vicepresidente Fabrizio Sala - e trovare supporto per il loro utilizzo”. La Community Open Scuola è attiva a questo link: www.openinnovation.regione.lombardia.it/it/progetti-e-eventi/open-scuola....
“Su Open Innovation ha aggiunto il vice presidente Sala nell'aggiornamento di martedì 17 marzo - verrà attivata una pagina dedicata alle aziende che vogliano aderire all’iniziativa rendendo disponibile gratuitamente per Università e scuole di ogni ordine e grado la propria strumentazione e le soluzioni tecnologiche con cui mettere in contatto docenti e studenti e assicurare la continuità didattica ed il diritto allo studio”.

“È il giorno anche delle donazioni”, aggiunge l'assessore Giulio Gallera. “Ringraziamo le prime tre e più cospicue, da 10 milioni di euro, di Berlusconi, Caprotti e Moncler. A fare alzare l'asticella delle donazioni dei privati è stata la sfida contro il tempo per allestire il nuovo ospedale negli spazi della Fiera di Milano. L'assessore ringrazia anche il “popolo di lombardi che, ognuno secondo le proprie possibilità (anche con qualche euro, è uno sforzo apprezzato), sta donando per l'emergenza: “Realizzeremo un tabellone con l'elenco delle donazioni ringraziando uno ad uno”.

“Rinnoviamo l'appello a stare a casa: osservando le celle telefoniche abbiamo visto il dato che il 40% delle persone esce e si sposta, la percentuale è troppo alta. È necessario stare a casa il più possibile. Ringrazio chi, per motivi di lavoro (alimentari, pulizie, personale sanitario, ecc., anche quelli più umili), è obbligato a continuare a lavorare per garantire a tutti i cittadini di vivere e di vivere bene. Ma diciamo a tutti gli altri, a chi esce per motivi superflui, che occorre stare a casa!
I dati risultati dalle compagnie telefoniche sono interessanti e preoccupanti al tempo stesso: al di là di chi si muove per lavoro, nonostante gli inviti ripetuti, ancora troppi si spostano senza necessità. Questa battaglia la vinciamo solo con comportamenti virtuosi.
Con il sistema sanitario stiamo realizzando un percorso di sorveglianza per chi ha avuto contatti diretti con un paziente risultato positivo ed è a casa, in isolamento (in una stanza separata rispetto agli altri che vivono con lui, un bagno diverso o che occorre sanificare): accorgimenti necessari per non rischiare di moltiplicare le infezioni.
Un'altra categoria sotto controllo tutti coloro che hanno qualche sintomo influenzale (anche solo raffreddore, tosse...): devono stare in casa perché molti sviluppano la malattia con forme lievi ma sono contagiosi come chi la sviluppa con forme più gravi. Attiva una sorveglianza attiva (con telemedicina, saturimetri, telefonate) per tutti coloro che hanno forme influenzali o sono persone fragili, affinché stiano a casa, visto che o rischiano di più per la loro salute o possono infettare altre persone.

31.506 contagiati in Italia di cui positivi 26.062, 2.503 deceduti, 2.941 guariti.
Ecco i dati dei contagi odierni e quelli dei giorni precedenti in Lombardia:

- i casi positivi sono 16.220 (+1.571 rispetto a ieri)
14.649/13.2729/11.685/9.820/8.725/7.280/5.791/5.469/4.189/3.420/2.612

- i deceduti 1.640 (+220)
/1.420/1.218//966/ 890/744/617/468/333/267/154

- in isolamento domiciliare 4.265 (+398)
3.867/3.427/2.650/2.044/1.351/1.248/756/722

- in terapia intensiva 879 (+56)
823/767/732/650/605/560/466/440/399/359

- i ricoverati non in terapia intensiva sono 6953(+782)
6.171/5.550/4.898/4.435/4.247/3.852/3319/2.802/2.217/1.661

- i tamponi effettuati 46.449
43.565/40.369/37.138/32.700/29.534/25.629/21.479/20.135/18.534/15.778

- i dimessi 2.485 (+117)
2.368/2011/1.660/1.198/1.085

I casi per provincia con l'aggiornamento rispetto agli ultimi giorni:

BG 3.993 (+233)
3.760/3.416/2.864/2.368/2.136/1.815/1.472/1.245/997/761/623/537

BS 3.300 (+382)
2.918/2.473)/2.122/1.784/1.598/1.351/790/739/501/413/182/155

CO 256 (+36)
220/184)/154)/118/98/77/46/40/27/23/11/11

CR 2.073 (+192)
1.881/1.792/1.565/1.344/1.302/1.061/957/916/665/562/452/406

LC 440(+54)
386/344/287/237/199/113/89/66/53/35/11/8

LO 1418 (+56)
1.362/1320/1.276/1.133/1.123/1.035/963/928/853/811/739/658

MB 376 (+30)
346/339/224/143/130/85/65/64/59/61/20/19

MI 2.326 (di cui 964 a Milano citta') (+343)
1.983/1.750/1.551/1.307/1.146/925/592/506/406/361

MN 465 (+83)
382/327/261/187/169/137/119/102/56/46/32/26

PV 884 (+83)
801/722/622/482/468/403/324/296/243/221/180/151

SO 74 (+28)
46/45/45/23/23/13/7/7/6/6/4/4

VA 232 (+32)
202/184)/158/125/98/75/50/44/32/27/23/17

e 381 in corso di verifica

Continua il grande sforzo del sistema sanitario per far fronte all'emergenza Coronavirus. Oggi 28 persone sono state trasferite in strutture ospedaliere del privato accreditato.
Altri elementi che ci teniamo a sottolineare: sono arrivate 2000 tutte protettive, donazione di artisti cinesi. Un bel segno di solidarietà. Arrivata una delegazione di 7 medici cinesi, che si occupano di terapia intensiva ed epidemiologia per dare una mano, mentre medici americani monteranno un ospedale da campo nell'area dell'Ospedale di Cremona.
Il mondo si sta stringendo intorno a noi in questa battaglia.
Riguardo il messaggio di un sindacato per il precedente Ospedale di Legnano, ripeto che stiamo lavorando con scrupolo e attenzione, abbiamo scandagliato tutti i presidi ospedalieri per ottimizzare e aprire altri posti, e valutato gli ospedali in disuso, compreso quello di Legnano. Perché non utilizziamo l'Ospedale di Legnano precedente e ne realizziamo uno in Fiera? La Perizia ha effettuato una valutazione nei giorni scorsi per la fattibilità, ma, ahimè, ha verificato che l'ospedale, chiuso da 10 anni, con macchinari in buono stato trasferiti, è stato oggetto di vandalismo in questi anni ed è risultato un presidio fortemente deteriorato. Per rimetterlo a posto occorrerebbero 6/12 mesi e un costo ingente di risorse.
Siate sicuri e sereni rispetto alle capacità di Regione Lombardia e del sistema sanitario lombardo.
Bisogna rimanere a casa - ha concluso Gallera - vi controlliamo anche con le celle telefoniche... non lasciate a casa il telefonino ora! Questa battaglia la vinciamo noi”.

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