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Salute

Sistema sanitario sotto pressione in Lombardia

Terapia intensiva sotto stress ma uno sforzo gigantesco del sistema sanitario lombardo per offrire le cure a tutti i pazienti.

“Sta crescendo la consapevolezza della situazione - commenta l'assessore al Welfare Gallera nella conferenza di aggiornamento di mercoledì 11 marzo - e di conseguenza dei comportamenti da adottare affinché ci si impegni tutti per contenere la diffusione del Coronavirus, l'unico modo per evitare di contagiare ed essere contagiati, riducendo o azzerando la propria vita sociale, solo per lo stretto indispensabile. Un segnale che i lombardi e in generale gli italiani stanno comprendendo che questa battaglia riguarda tutti e che tutti dobbiamo 'giocarla' fino in fondo”.
Anche oggi i numeri non sono confortanti ed evidenziano un sistema sanitario molto sotto pressione, anche se l'aumento di persone ricoverate non in terapia intensiva è di circa 500 in più al giorno, un dato che rimane tendenzialmente costante nel tempo. “Un segno da prendere in considerazione? Troppo presto per dirlo, ma di cui prendiamo atto”.

2.462 i contagiati in Italia di cui positivi 10.590, 827 deceduti, 1045 guariti.
In Lombardia sono 7.280 contagiati totali, di cui 3.852 pazienti ricoverati, più altri 560 in terapia intensiva. In Lombardia i decessi ammontano a 617.
Tra i ricoverati in terapia intensiva in Lombardia il 20% ha più di 75 anni, il 38% tra 65 e 74 anni, il 32% tra 50 e 64 anni, il 9% tra 25 e 49 anni e l'1% tra 18 e 24.
Seguono i casi per provincia:
BG 1815
BS 1351
CO 77
CR 1061
LC 113
LO 1035
MB 85
MI 925 di cui 359 a Milano città
MN 137
PV 403
SO 13
VA 75

“La terapia intensiva è sempre più sotto stress: ogni giorno cerchiamo di aprire un numero maggiore di posti per le esigenze dell'intero sistema. Sottolineo che non c'è nessuna azione che privilegia categorie di età, nell'inserimento in terapia intensiva, rispetto ad altre. Avviene una valutazione medica rispetto alle criticità, le priorità di inserimento, la disponibilità di macchinari, la tempistica di trasferimento. Oggi non c'è un'azione strutturata, come è stato detto, che porta a scegliere delle categorie da curare nelle terapie intensive rispetto ad altre. Il lavoro straordinario dei medici è teso alla vita e a curare tutti i pazienti, pur nella situazione difficile, ma stanno facendo il meglio per offrire le cure a tutti.
Questa maledetta infezione - ha continuato l'assessore Gallera - ha una grandissima contagiosità e i dati lo dimostrano: ricordo in particolare, tra tutti, una persona venuta a mancare questa mattina per il Coronavirus, il medico Roberto Stella, medico di famiglia e presidente dell'Ordine dei medici di Varese. Una persona che lavorava con straordinaria passione, dedizione ed entusiasmo per coordinare centinaia di medici, che si è speso lavorando fino all'ultimo, quando è stato costretto, non stando bene, al ricovero”.

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