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Trucioli di storia

L'asola

Passeggiavo per una fiera di paese, di quelle che pensi di vedere solo bancarelle commerciali, quando fuori da un locale vedo un manichino vestito da donna di campagna...

Passeggiavo per una fiera di paese, di quelle che pensi di vedere solo bancarelle commerciali, quando fuori da un locale vedo un manichino vestito da donna di campagna anni ‘40. Mi soffermo con mio figlio che comincia a prendermi in giro dicendomi che quella donna sembrava la mia prima morosa ma dall’interno del locale proveniva un rumore che mi ricordava qualcosa, un qualcosa del mio passato ma che non riuscivo a far riemergere. Entro e un tuffo al cuore mi assale all’improvviso, subito mi è tornato alla mente cos’era quel rumore. Era una mietitrebbia in miniatura che mi ha riportato alla mente un’infinità di ricordi nascosti dal tempo. La guardo e un particolare mi ha fatto sussultare, l’imballatrice aveva uno speciale attrezzo che serviva per legare le balle di paglia. Da piccolo quando arrivava questo periodo in cortile arrivava la trebbiatrice che per più giorni si fermava per mietere tutto il nostro grano, io con tutti i bambini che abitavano il cortile essendo piccoli non potevamo essere utili per i grandi lavori ma dal lavoro comunque non si poteva scappare, i giochi per quei giorni erano banditi. Ci mettevano in cima all’imballatrice a fare delle speciali asole con delle corde con un attrezzo che usciva da una parte all’altra. Dovevamo essere svegli ad infilare nel giusto verso la corda eravamo piccoli ma non ci era permesso sbagliare, dovevamo stare lì senza poter fiatare tutto il giorno perchè dovevamo legare quelle piccole balle di paglia che finivano nel fienile come cibo per gli animali per l’inverno e più ne facevamo più eravamo sicuri che le nostre bestie avevano il necessario fino alla prossima fienagione. Se non eravamo abbastanza svegli nella legatura la paglia sarebbe finita a terra e sarebbe andata sprecata e ci avevano insegnato a non sprecare assolutamente nulla. Quante ne abbiamo fatte, quanta polvere, rumore e fatica ma che allegria c’era in quei giorni! (Nonno Agostino, Groppello d'Adda, anni '50)

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