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Inveruno

Voleva l'incasso, ma fugge 'a mani vuote'

Un bandito solitario in azione alla 'Sanitaria Cavallari' di piazza Crocifisso

Una rapina alquanto insolita quella andata in scena ieri sera (lunedì 22 marzo) a Inveruno. E non tanto per l'azione criminale, quanto, invece, per il copione, unico e singolare, soprattutto, nel suo finale. Eh si, perché il malvivente, dopo essersi presentato incappucciato e armato di pistola e dopo avere minacciato i titolari dell'esercizio commerciale, si è visto costretto a dileguarsi 'a mani vuote'. Ma veniamo alla cronaca dei fatti. Sono circa le 19.15 Rita e il marito Tiziano stanno per chiudere la loro attività (la 'Sanitaria Cavallari' di piazza Crocifisso) quando sentono aprirsi la porta e vedono comparire un uomo. Avrà avuto all'incirca tra i 40 e i 50 anni, piccolo di statura e con un accento lombardo. Sul volto, di sghembo, ha un passamontagna e in mano una pistola di piccole dimensioni. "Una volta arrivato davanti al banco - racconta la titolare Rita - ci ha puntato addosso l'arma, intimandoci di consegnargli il denaro in contanti. Voleva tutto l'incasso. Inizialmente sia io che mio marito abbiamo pensato si trattasse di uno scherzo, tanto che lo abbiamo, addirittura, chiesto allo stesso rapinatore. E lui, deciso nel suo intento, ci ha ripetuto che non stava affatto scherzando e ci ha, quindi, continuato a ripetere di dargli i soldi". Tra lo stupore e, nello stesso tempo, la preoccupazione per quello che stava accadendo, Rita ha preso alcuni scontrini (circa 150 euro) del POS e li ha consegnati al bandito, dicendogli che, se proprio lo voleva, l'incasso era quello e che non c'era altro. "A questo punto il balordo - continua la donna - ha guardato con un certo sconcerto quelle ricevute, per poi, senza proferire alcuna parola, uscire di corsa e allontanarsi. Mio marito ha atteso qualche minuto, quindi lo ha seguito. L'abbiamo visto entrare in via Solferino e qui è sparito nel nulla. Non posso dire se avesse un complice, ad attenderlo, o un mezzo che aveva lasciato poco distante, pronto per la fuga". Nel frattempo sul posto si sono, immediatamente, portati i Carabinieri della caserma di Cuggiono che hanno, così, raccolto le testimonianze dei due coniugi, prima di dare inizio alle indagini. "Oggi ripensandoci - conclude Rita - un po' di paura c'è. Forse non è tanto il momento della rapina vera e propria a creare agitazione, quanto, invece, quando si pensa a quello che sarebbe potuto succedere. Per fortuna da parte sua non c'è stata alcuna reazione, ma il suo comportamento avrebbe potuto essere differente quando gli ho messo sul banco le ricevute dicendogli che quello era l'incasso e che non avevo altro?"

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