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Fuori campo

Juve - Roma, "botta e risposta"

I bianconeri e i giallorossi vincono ancora, bene anche la Fiorentina e la Lazio. Frena il Napoli (pari col Bologna). Buona la prima di Seedorf, mentre è crisi per Inter e Udinese.

Apre la 20esima giornata di serie A l’anticipo del sabato che vede la ROMA imporsi sul LIVORNO per 3 a 0. Altra grande prova per i giallorossi, che, con una manovra avvolgente e rapida, trovano sbocchi sia centralmente (gran prova di Strootman) che esternamente. (ottima prestazione di Ljajic). Tutti gli undici disputano una gran prova, su cui spiccano le individualità di Destro, che realizza l’1 a 0 su fortunoso assist di Gervinho, oltre che quelle dei già citati Strootman e Ljijac, autori del secondo e terzo gol con il serbo davvero in gran spolvero per pericolosità in uno contro uno e dribbling. Tutto ciò fa da cornice ad una gara dominata in lungo e in largo dai padroni di casa, a fronte di un Livorno mai incisivo e pericoloso, con il portiere Bardi a limitare il passivo per i suoi, per la vittoria finale giallorossa.
Continua a tenere a distanza le inseguitrici la JUVENTUS che vince per 4 a 2 contro la SAMPDORIA. Grande inizio dei bianconeri che mettono sotto gli avversari, mostrando una buona condizione fisica e un ottimo gioco in mediana, pur senza le geometrie di Pirlo. Gli inserimenti dei centrocampisti (Vidal ancora autore di una grande prova, sia come uomo assist che come uomo gol con precisi inserimenti senza palla) uniti alla capacità di servire assist precisi ai compagni, portano ad attacchi a tutto campo e spesso a pieno organico con gli esterni attivissimi e le punte sempre nel vivo del gioco. Pochi minuti e la Juve passa con una splendida giocata di Pogba, che serve una palla d’oro per il taglio di Vidal che di esterno destro supera Da Costa per l’1 a 0. La Samp, fino ad allora difensivista, alza il baricentro e reagisce immediatamente giocando a viso aperto, attaccando con forza dagli esterni in costante proiezione offensiva (buona la prova di Regini). Non fanno mancare rifornimenti per le punte Eder e Gabbiadini, con i pericoli che arrivano anche da altri uomini, vista la grande spinta di tutta la squadra (sinistro di Gabbiadini fuori per pochi centimetri e colpo di testa di poco a alto di Gastaldello da corner). La Juve, dopo aver rischiato su alcune buone sortite offensive ospite, comincia a rimacinare gioco, trovando subito il 2 a 0, con Llorente che insacca di testa da corner di Tevez. La Samp reagisce nuovamente con forza, ma è bravo Buffon a respingere su tiro ravvicinato di Mustafi, al quale risponde la Juve con un palo di Tevez. Gara bellissima che, in questo continuo botta e risposta, regala il 2 a 1 ospite con un cross di Gabbiadini deviato in rete dallo sfortunato Barzagli. Poco dopo, è ancora Vidal protagonista, trasformando un rigore da lui procurato per fallo di Regini su altro splendido inserimento in area di rigore per il 3 a 1. Nella ripresa, l’incontro resta gradevole e spumeggiante anche se i ritmi calano, viste le grandi energie spese dalle due squadre. Gli ospiti abbozzano il pressing sugli avversari senza successo, e i padroni di casa amministrano il gioco limitando i rischi con rigore e grande attenzione tattica. Solo nel finale si materializza l’appoggio vincente in rete di un positivo Gabbiadini, su colpo di testa di Regini respinto da Buffon, da calcio piazzato, per il 3 a 2. L’attaccante italiano sfiora ancora la rete con un gran sinistro che centra in pieno la traversa. La Juve si affida ad un gran destro di Pogba per chiudere i conti per il 4 a 2 finale e la meritata vittoria, nonostante la prestazione più che positiva della Sampdoria.
Il lunch match delle 12:30 vede l’UDINESE uscire sconfitta per 3 a 2 dalla LAZIO. Partono bene i padroni di casa, che beneficiano del buon lavoro di copertura di Pinzi e Badu in mediana. Pereyra, libero di inserirsi e con il piede particolarmente caldo, apre spazi per i compagni e prova anche a colpire, permettendo agli esterni di inserirsi grazie al suo gran lavoro di incursione centrale. Il centrocampista si fa pericoloso con un destro deviato fuori, con la fascia sinistra ampiamente sfruttata da Maicosuel e Douglas, con Cavanda, spesso in difficoltà. II due confezionano l’azione del gol con Douglas a lanciare Maicosuel nello spazio, con Cavanda ingenuo nell'intervento che porta alla concessione del rigore freddamente realizzato da Di Natale. La Lazio, fino a quel momento imprecisa anche nei passaggi più elementari con Onazi e Biglia a faticare nella costruzione del gioco, trova con il passare dei minuti la forza di reagire. Gli esterni alti attaccano dalle fasce (Candreva, Cavanda e Lulic spingono con continuità), servendo palloni giocabili per le punte, con le occasioni per Onazi e Dias i cui tiri vengono respinti e Candreva, il cui sinistro su sponda di Floccari finisce fuori. L’Udinese, costretta a difendersi, sfiora il 2 a 0 in contropiede con Maicosuel che, di esterno destro a tu per tu con Berisha, indirizza fuori per pochi centimetri. Succede di tutto nella ripresa, con i friulani che sembrano partire meglio, beneficiando dell’uomo in più per l’espulsione di Onazi per doppio giallo. Vanno vicini alla rete in campo aperto, con Di Natale che, servito da Pinzi, impegna Berisha. L’ingresso di Ederson e Hernanes cambia inaspettatamente le sorti del match, con il duo ad inventare assist, giocate e pericolosissime conclusioni. Il profeta pesca Klose con un lancio millimetrico, con il tedesco steso da Pinzi a procurarsi il rigore realizzato da Candreva per l’1 a 1. Il match vive poi di continue emozioni dettate dagli assoli dei singoli (sponda di Maicosuel, gran destro di Badu per il 2 a 1), con Hernanes a sfiorare il pari di destro, poi raggiunto da una sfortunata autorete di Lazzari su maldestra respinta di Brkic. Nel finale, la Lazio ci crede di più e trova il gol vittoria al 90esimo con una gemma di sinistro di Hernanes, sancendo la vittoria biancoceleste al termine di un gran match, che evidenzia la piena crisi dell’Udinese.
Sfortunato il ritorno di Maran sulla panchina etnea, con il CATANIA che perde a domicilio per mano della FIORENTINA per 3 a 0. Inizio equilibrato, con i padroni di casa che subiscono il possesso palla viola senza però lasciare spazi, tentando di colpire di rimessa con Castro e Barrientos. La qualità dei viola emerge alla distanza, con la giocata di sponda di Matri per l’accorrente Fernandez, che disegna un pregevole esterno destro che si infila nell'angolino per l’1 a 0. Da li in poi, è solo Fiorentina, con il completo controllo della mediana garantito dai sapienti piedi dei positivi Pizarro e Valero, che congelano il pallone, per poi colpire nello spazio. La fascia sinistra è particolarmente esplorata dall'ottimo Pasqual, che prima pennella un bel traversone con il neo acquisto Matri ad anticipare il difensore per il 2 a 0, e poco dopo pesca l’inserimento di Fernandez, il cui destro respinto da Frison viene ribadito in rete ancora da Matri per il 3 a 0. Il terzo gol chiude i conti, con il Catania disunito e i viola in costante controllo. La partita, già chiusa, scivola senza grandi acuti fino al 90esimo per l’importante conquista dei tre punti viola.
Continua a dare risultati positivi la cura Ballardini per il BOLOGNA, che ferma sul proprio campo il NAPOLI per 2 a 2. Il rigore tattico e l’attenzione difensiva bloccano per tutto il primo tempo gli attacchi partenopei, con gli emiliani che quando possono non rinunciano ad attaccare, cercando di servire l’ariete Bianchi in area con più uomini. Diamanti è tra i più positivi, prima con un preciso cross che la punta devia di testa mancando lo specchio, e poco dopo, con un altro traversone al bacio, con Bianchi bravo ad indirizzare verso la porta, sorprendendo Rafael per l’1 a 0. Il Napoli è imbrigliato e mai pericoloso, creando un solo pericolo con un colpo di testa alto di Callejon. La ripresa vede il Napoli invertire le sorti del match con l’ingresso di Hamsik, che con il suo estro e i suoi movimenti senza palla, dispensa assist per i compagni, con Callejon a creare diversi pericoli a destra. E’ proprio quest’ultimo a servire un preciso cross, con Higuain a mancare clamorosamente la porta, con gli affondi del Napoli che si fanno sempre più insistenti e a pieno organico. Dzemaili converge in area e finisce atterrato da Konè, con Higuain freddo nella realizzazione e Mertens a impegnare seriamente Curci su punizione. I partenopei, devastanti in contropiede, si portano in vantaggio proprio con Callejon che, servito da Higuain, incrocia sul secondo palo trovando il 2 a 1 che sembra chiudere i conti. Il Bologna ha però la forza di trovare il pari in zona Cesarini da corner, con Bianchi che punisce la disattenta retroguardia avversaria, insaccando di destro per il pari che allontana ulteriormente il Napoli dal secondo posto.
Si consuma la “vendetta sportiva” di Gasperini con il suo GENOA che batte a domicilio l’INTER per 1 a 0. Eppure, soprattutto l’inizio di gara ha sorriso ai nerazzurri, che ben disposti in campo, con il duo Cambiasso-Kuzmanovic, distribuiscono buoni palloni per i compagni, con Jonathan attivissimo sulla fascia destra e pericoloso in zona gol (destro respinto da Perin e temibile conclusione ravvicinata respinta da Cofie in corner), al pari di Palacio, che svaria su tutto il fronte, cestinando una clamorosa palla gol servitagli involontariamente da un errore di Cofie, indirizzando con il mancino di poco a lato. Il Genoa si difende con ordine, ma fatica a farsi vedere in avanti (primo pericolo scaturito da corner con un colpo di testa di Marchese respinto da Handanovic), subendo spesso gli attacchi ospiti con un destro ravvicinato di Palacio ancora impreciso, mentre il Genoa si vede con una bella azione individuale di Fetfatzidis, il cui sinistro è sventato da un attento portiere. L’ingresso di Guarin da ulteriore spinta all'Inter - subito pericoloso il colombiano con un gran destro respinto da Perin e altre numerose occasioni fallite dai nerazzurri - per poi subire alcuni tentativi del Genoa con un destro ravvicinato di Giardino, sventato da un grande intervento di Juan Jesus. Arriva l’inaspettato 1 a 0 da corner con Antonelli che svetta in solitudine, per la vittoria finale rossoblu nonostante gli ultimi tentativi degli ospiti (bella respinta di Perin su deviazione di Botta) e un altro rigore non concesso sullo 0 a 0, a fare da cornice per un’Inter che avrebbe comunque meritato di più e si ritrova inoltre con l’infortunio di Alvarez.
Conquista i tre punti il PARMA, che si impone sul campo del CHIEVO VERONA per 2 a 1. Partita combattuta, con grande agonismo da una parte e dall'altra, anche se alla fine la spuntano i gialloblu, che attaccano con maggiore intensità con Amauri, Biabiany e soprattutto Cassano, autore di una buona prova per fantasia e giocate, ad avere la meglio su un Chievo organizzato ma troppo chiuso, che ha cercato di colpire soprattutto in contropiede. Paloschi è autore di una buona prova in avanti, al pari di Hetemaj, solido in mediana, e dei terzini Sardo e Dramè, il cui contributo di cross e spinta non è mai mancato. Il primo pericolo porta la firma di Parolo, bravo a inserirsi in area centrando poi la parte esterna del palo, col Chievo a passare però poco dopo, con una convulsa azione offensiva che mette in luce tutto l’opportunismo sottoporta di Paloschi. Dopo essersi visto respinto il primo tentativo da Mirante, ribadisce in rete l’1 a 0, con il Parma che si fa poi vedere maggiormente, prima con Amauri, il cui tiro dal dischetto per tocco di mano di Hetemaj, viene parato da un grande Puggioni, poi con Cassano a salire in cattedra. Siglano prima il pari con un chirurgico e angolato destro, e poco dopo liberano con un tacco geniale Lucarelli, che, di sinistro, insacca in rete sfruttando l’incertezza di Puggioni per la vittoria finale emiliana.
Preziosa vittoria per l’ATALANTA che si impone sul CAGLIARI per 1 a 0. Un tempo per parte tra le due compagini, con il primo che vede protagonisti i sardi pericolosi sottoporta grazie ai rapidi scambi del duo Ibarbo-Sau, che mettono in gran difficoltà gli ospiti. Il colombiano centra due clamorosi pali e Conti colpisce addirittura il terzo, questa volta su punizione. Nella ripresa, l’Atalanta alza il baricentro e schiaccia con il passare dei minuti i sardi, con gli uomini più tecnici a salire in cattedra. Cigarini velocizza la manovra in mezzo al campo, e il duo Bonaventura-Brienza dispensa giocate di qualità per i compagni, con i due a confezionare l’1 a 0 con un cross al bacio di Brienza, che, prolungato da Maxi Moralez, trova Bonaventura che insacca al volo. Gli ultimi minuti vedono l’Atalanta reggere agli assalti ospiti, in dieci per l’espulsione di Ibarbo, per l’importante vittoria bergamasca.
Vince il TORINO sul campo del SASSUOLO per 2 a 0. Brutta prestazione per i padroni di casa, con un grande passo indietro rispetto alla grande prestazione contro il Milan della scorsa settimana. Berardi (osservato dalla tribuna dal ct Prandelli) è impreciso al pari dei compagni, con banali errori di manovra e nulla pericolosità offensiva, vista la mancanza di palloni giocabili per gli attaccanti. Magnanelli è tra i pochi a meritarsi la sufficienza con una buona prova in mediana. A mettersi in mostra sono invece gli uomini del Toro, con una grande prestazione di squadra su ogni reparto, con la difesa attenta e mai fuori posizione, con il duo Cerci-Immobile a disputare un’ottima gara, dando imprevedibilità e rapidità in avanti, con un gol per tempo: Immobile nel primo, con un bello scavetto su uscita di Pegolo, e Brighi nel secondo, con l’appoggio in rete dopo il gran tiro di Cerci, respinto da Pegolo, per il meritato 2 a 0 finale.
Chiude la 20esima giornata l’attesa sfida per la prima da allenatore di Seedorf sulla panchina del MILAN contro il VERONA per 1 a 0. Come da pronostico, il 4-2-3-1 fantasia disegnato da Seedorf, porta morale e maggior coinvolgimento degli uomini offensivi, con i 3 trequartisti che svariano molto scambiandosi spesso posizione. Cercano Balotelli in avanti, con la manovra offensiva che coinvolge anche i terzini che agiscono quasi da ali, e i mediani che si alternano nelle due fasi, con De Jong più basso a protezione della difesa e Montolivo libero di inventare e inserirsi. Prima occasione per Emanuelson, che, dopo un bell'uno-due con Honda, calcia di destro, con la palla che, impennandosi, costringe Rafael a smanacciare. Kakà manca di testa la porta su cross di Honda, con Balotelli e Montolivo a provarci senza fortuna con tiri da fuori, per un buon Milan che costringe per alcuni tratti del match un comunque ben organizzato Verona a ripiegare, con gli scaligeri che si difendono ordinatamente, ma faticano a ripartire con Iturbe ben marcato e mai pericoloso in uno contro uno, con le rare trame di gioco che, vista la protezione dei mediani sulla difesa e la poca spinta dei terzini e i rari traversoni per Cacia, portano a rarissime interessanti trame di gioco. La ripresa vede il Verona cercare maggiormente di colpire di rimessa, con Romulo e Iturbe (bravo Abbiati ad opporsi ad una sua insidiosa conclusione) ad attaccare con maggiore insistenza dalla fascia destra, facendo partire con le loro accelerazioni pericolose azioni di contropiede. Il Milan, dal canto suo, continua a disputare una buona gara, anche se fatica a trovare lo spazio giusto per colpire, dovendosi spesso accontentare di velleitari tiri da fuori, con Montolivo che non centra lo specchio. Le occasioni non mancano, con un sinistro di Martinho respinto da Abbiati, e un destro deviato di Robinho che si stampa sul palo. La gara sembra destinata al pari, ma l’ingenuità di Gonzàlez per fallo in area su Kakà propizia il rigore freddamente realizzato da Balotelli per l’1 a 0, con il Milan bravo a reggere agli attacchi del Verona con la buona prestazione difensiva di Zapata, a regalare la prima vittoria da allenatore per Seedorf.
In conclusione, la giornata appena trascorsa porta in dote le importanti conferme di Juventus e Roma, con i capitolini sempre a meno 8 dai bianconeri. Il Napoli, fermato a sorpresa sul pari dal Bologna, vede allontanarsi ulteriormente le prime due e avvicinarsi la Fiorentina, distante ora 3 punti. Il Milan si rialza con la prima da mister di Seedorf, mentre incappa nell'ennesima sconfitta l’Inter.

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