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Storie

Propositi per un 'DuemilaeCredici'

Non ho avuto una fine anno particolarmente entusiasmante: la mancanza di un lavoro fisso unita a problemi familiari mi avevano tolto la voglia di festeggiare il Natale e a Capodanno non ci sarebbe stato granché da brindare, pensando all’inizio del 2013, che potendo, era anche peggio. Avrei potuto lamentarmi, chiudermi in casa, gridando: “Via tutti, odio il mondo!” e lagnarmi con chiunque, cercando di farmi compatire. E invece.
Per natura, sono entusiasta, ottimista, pro-positiva, chi mi conosce dice che ho il sorriso dentro. Anche nelle situazioni peggiori, riesco sempre e comunque a vedere il bicchiere mezzo pieno, a cogliere il meglio, a pensare che anche stavolta la spunterò io. Ecco perché non appena al tiggì ho sentito dire che questo 2013 sarebbe stato anche peggio dal punto di vista lavorativo ed economico di quello appena passato, mi è venuto subito spontaneo ribattezzarlo DuemilaeCredici: un nuovo anno all’insegna del pensiero positivo, della forza di volontà e della speranza, per non arrendersi mai. Non appena postato su Facebook, questo nuovo termine ha raccolto molti consensi, segno che c’è bisogno di aggregazione, di cose belle, della parola giusta per non mollare. Da qui l’idea: perché non lanciare un gruppo in cui condividere ciò che di bello ci accade, in cui allenarci ad essere felici? Una canzone, una frase, un’iniziativa: tutto può aiutare a trovare un senso a quello che succede, un motivo per andare avanti. E così ho cominciato, lanciando gli esercizi settimanali della felicità, piccoli gesti quotidiani che fanno bene al cuore per rendere migliore ogni giorno. Il primo? La scatola della felicità, in cui riporre ogni sera un bigliettino con scritta una o più cose che ci hanno reso felici durante la giornata. Come costruirla? È molto semplice. Io per esempio ho preso una scatola delle scarpe, ho tagliato una fessura centrale a mò di salvadanaio e poi l’ho ricoperta con un foglio di giornale, per ricordarmi sempre chi sono e dove voglio arrivare. In breve tempo, su Facebook sono arrivate le foto delle scatole costruite da amiche e conoscenti, ognuna personalizzata ad arte, per esprimere la personalità della proprietaria. Così mi son detta: basta davvero poco per coinvolgere le persone, per dare loro un motivo per ricominciare a sorridere. È molto più semplice mettere il broncio, dare la colpa alla crisi o agli altri dei nostri fallimenti e pronunciare la fatidica frase: “La vita è una merda!”, troppo spesso sentita uscire da bocche sempre più giovani, già così disilluse e povere di sogni. Io sono una perfetta Signora Nessuno, senza né arte né parte, non ho insegnamenti da dare e mi guardo bene dal farlo, però ho dalla mia un’innata, innaturale e spropositata voglia di vivere e di credere nel prossimo, che ho deciso di mettere a disposizione di chi mi sta intorno. Se tutti quanti fossimo capaci di una parola buona al momento giusto, di un pensiero inaspettato, di un Grazie non scontato, di essere felici di quello che abbiamo e lo condividessimo con chi ci sta affianco, che mondo più bello sarebbe? Lo so che un sorriso non cambia le cose, non può darti lo stipendio a fine mese o non può riportare in vita le persone, ma di certo aiuta a cambiare la prospettiva da cui si guarda il mondo.
Sono un’ingenua e un’illusa, ma voglio credere in un futuro migliore, dove la speranza possa essere la risposta ad ogni dubbio. Se siete dello stesso avviso, cercate la pagina Duemilaecredici su Facebook, seguite il blog http://duemilaecredici.style.it/ e condividete le iniziative. Per essere felici non serve molto, lo diceva anche Giobbe Covatta in uno spot di qualche anno fa: “Basta poco, che ce vò?”. Buon DuemilaeCredici a tutti!

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