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Sociale

Conosciamo il G.P.U.

Una realtà fortemente voluta da Sergio Bottini e Marita Zanellato nella quale impegno e solidarietà fanno la differenza al servizio del prossimo.

Sono molte in Italia le Associazioni di volontariato, spesso conosciute in modo marginale, che con il loro impegno e grazie alla presenza di numerosi volontari svolgono compiti sociali di vitale importanza.
Una di esse, situata in Busto Garolfo, è il G.P.U. “Associazione Genitori per la Promozione Umana” i cui i responsabili Sergio Bottini, che ricopre anche il ruolo di Presidente, e Marita Zanellato, ci raccontano di come si è sviluppata negli anni e quali sono state le iniziative intraprese sino ad arrivare ai giorni nostri.
L’associazione viene costituita nel 1987 a seguito degli sforzi profusi da alcune famiglie di ragazzi disabili che decisero di unirsi per poter svolgere concretamente azioni di utilità sociale e sostenersi reciprocamente.
Il G.P.U., che ha la sede operativa in via Domenico Savio n. 11 nell’edificio denominato “Oasi Verde”, nasce sulle ceneri di una stalla abbandonata che è stata ristrutturata e costantemente migliorata nel tempo, grazie allo sforzo del Presidente dell’Associazione, allo stanziamento di un fondo regionale, al sostegno fornito dalla Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, dal Comune di Busto Garolfo e dall’aiuto di numerosi volontari.
I due responsabili ci parlano poi delle molteplici attività che vengono svolte dall’associazione, in primis quella di dare aiuto alle famiglie che si trovano ad affrontare momenti di difficoltà o imprevisti garantendo loro sia la custodia dei ragazzi disabili che il trasporto degli stessi presso centri diurni e riabilitativi della zona, senza far gravare il costo del servizio sulle famiglie.
Ciò è stato reso possibile grazie al Presidente Sergio Bottini, il quale si è personalmente impegnato affinché il G.P.U., in convenzione con il Comune di Busto Garolfo, gestisse in autonomia tale servizio e ha fatto in modo di acquistare nel tempo due pulmini ed una macchina attrezzati potendo così assicurare una prestazione assidua e duratura nel tempo.
Non mancano poi momenti di svago e di aggregazione tra i quali si ricorda la partecipazione dei ragazzi disabili a corsi di Judo, ad attività di serra e di cura della piante, a gite sulla neve, grigliate in compagnia, realizzazione di concerti e varie serate a tema come la festa di Natale oltre ad altre molteplici iniziative.
Marita Zanellato ci racconta quanto siano belli questi momenti passati con i ragazzi che con la loro spensieratezza sanno apprezzare piccoli gesti come una discesa con uno slittino sulla neve o il bere un bicchiere di aranciata in allegria immersi nel verde. Con la loro semplicità insegnano a riscoprire dei valori che rischiano di andare persi nella società frenetica in cui viviamo.
I responsabili vogliono anche citare e ringraziare i numerosi volontari che li affiancano e che da anni donano parte del loro tempo guidando automezzi, svolgendo funzioni di accompagnamento, intrattenendo i ragazzi durante i momenti di svago e adoperandosi per tenere pulito il parco che circonda l’Oasi Verde con continui interventi di manutenzione, anch’essi stabiliti da un accordo tra l’Associazione ed il Comune.
Prosegue poi il Presidente parlandoci di una lodevole iniziativa che si svolge annualmente in cui ha sempre creduto: la “Lucciolata”, vale a dire una camminata notturna alla quale prendono parte ragazzi e associazioni di volontariato del territorio che, con fiaccole e luci, animano le vie del paese ospitante la manifestazione, al termine della quale vi è un bel momento di incontro in cui i partecipanti mangiano assieme per poi divertirsi con canti e balli che rallegrano la serata.
Ci viene spiegato che l’evento ha un forte messaggio simbolico: quello di non essere ciechi di fronte ai bisogni di aiuto che hanno questi ragazzi e le loro famiglie, ma far luce sugli stessi, sostenendoli nei momenti di difficoltà dimostrando loro di non esser soli.
Il Presidente ci informa, inoltre, della nascita di un nuovo progetto, il “Dopo di noi”, la cui idea è quella di ospitare i ragazzi nel momento in cui non avranno più i loro genitori in una struttura che sia idonea alle loro esigenze, che seppur già individuata in Busto Garolfo, per vari problemi, non ha ancora potuto essere appositamente predisposta per questo nobile scopo.
La realizzazione di tale progetto consentirebbe a questi ragazzi di continuare a vivere in un luogo sereno, vicini ai loro affetti e alle loro amicizie, senza vedersi privati dei punti fermi e delle certezze che hanno acquisito nel luogo dove vivono.
I due responsabili hanno sin da subito creduto nell’Associazione, portando avanti le loro idee nonostante le difficoltà che si sono presentate: tanta è la soddisfazione per tutte le tappe che hanno conquistato e forte è la speranza per quelle che si augurano ancora di poter raggiungere.
A questo proposito, alla domanda di quali consigli si sentano di dare per operare al meglio in questo campo, sono molto significative le loro parole: Marita Zanellato ci ricorda come l’importante sia essere sempre sé stessi, mentre Sergio Bottini consiglia di far tesoro delle esperienze che si maturano nel corso della propria vita. Nel suo caso, i suoi trascorsi lavorativi gli sono serviti per saper organizzare al meglio le risorse a sua disposizione, vale a dire l’occuparsi della gestione dei mezzi, della coordinazione dei volontari, della suddivisione dei vari compiti e saper motivare tutti al meglio così da creare un forte affiatamento di squadra e di aggregazione verso l’associazione stessa. Lo svolgimento di così tante attività lo aiuta a sentirsi giovane di spirito e, proprio come Marita Zanellato, si sente animato da una grande forza di volontà.
Ringraziamo dunque questi due protagonisti del G.P.U. per averci permesso di venire a conoscenza di tale realtà. L’augurio che tutto ciò possa proseguire con la forza e l’entusiasmo che hanno contraddistinto l’associazione dalla sua nascita fino ai giorni nostri è forte e sincero e viva è la speranza che sempre più persone possano avvicinarsi ed apprezzare il prezioso operato delle associazioni di volontariato.

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