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Turbigo

In campo, come in quel 1921...

Un regalo speciale alla Turbighese. Un imprenditore locale ha donato alla Prima Squadra la divisa coi colori dell'anno di fondazione. Nuove magliette anche per la Juniores.

Un regalo davvero speciale, anche perché inaspettato. La Turbighese, storica società di calcio del nostro territorio, torna nel passato e lo fa con le nuove maglie che, da quest’anno, accompagneranno la Prima Squadra sia nelle gare in trasferta sia in quelle casalinghe. Rosa e nero, la neonata divisa (con tanto di pantaloncini e calzettoni, anche loro entrambi neri) è, infatti, praticamente identica (magari non nelle forme vere e proprie, di sicuro, però, come detto, per quanto riguarda i colori) all’ormai indimenticata maglietta del 1921, anno di fondazione dell’importante realtà calcistica locale. Un omaggio, che un tifoso della stessa Turbighese, un imprenditore del posto (Enzo Brancati), già molto attivo quando si tratta di lavorare o impegnarsi in prima persona, appunto, per il gruppo e la sua crescita, ha voluto fare ai ragazzi che, quotidianamente, con straordinaria passione e costanza, continuano a calcare i campi da gioco, durante gli allenamenti e in gara, cercando di portare in alto il nome della squadra. Ovviamente, dalla dirigenza, un grazie di cuore per lo straordinario regalo: “Vogliamo ringraziare questa persona per il completo da gioco – dicono alcuni dirigenti – E’ per noi un onore poter disputare il campionato con la maglia storica della Turbighese, la stessa che ha accompagnato la società al momento della fondazione, 90 anni fa esatti. Qualcuno di noi sapeva dell’omaggio, ma abbiamo voluto fare una sorpresa agli atleti della Prima Squadra e, ovviamente, ai tifosi”. Non solo i più grandi, però: “Anche per i giovani della Juniores – continuano dalla dirigenza – divise nuove, e sempre donateci dalla stessa persona: i colori sono quelli, oggi classici e tradizionali (il rosso ed il blu), con in aggiunta lo stemma ad indicare il traguardo del 90esimo”. Adesso, chissà, quindi (sono in tanti a fare il tifo), che tutto ciò non possa essere di buon auspicio per il futuro, magari su qualche altro prestigioso palcoscenico sportivo. Quest’anno, ma, ovviamente, anche nelle prossime stagioni che attendono dirigenti, allenatori e giocatori.

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