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Sport nazionale

Superbike: che 'show' a Imola

Un ritorno alla grande nel circuito romagnolo. Più di 78 mila spettatori per vivere le emozioni delle 'due ruote' e tanti i campioni in gara.

Il Campionato del Mondo delle “derivate di serie”, alias Superbike, è ritornato alla grande in Italia e 78 mila spettatori sono stati la risposta sicuramente più bella all'evento andato in scena ad Imola. Altissime le aspettative in terra romagnola, con tre titoli Mondiali (World Superbike, World Supersport e Fim Superstock 1000) e con la possibilità di assegnazione matematica prima del termine dei 13 Round; occhi, dunque, puntati sui tre riders alla testa dei rispettivi campionati: Carlos Checa, Chaz Davies e l’italiano Davide Giugliano. Purtroppo è mancata la presenza del Campione del Mondo in carica Max Biaggi, costretto a dare forfait dopo il periodo di riabilitazione per l’infortunio subito al metatarso del piede sinistro al Nurburgring (la decisione di non correre data il giovedì pre gara è stata logicamente una delusione per tutti i tifosi del Pirata e soprattutto in ottica Campionato Costruttori per la possibilità della casa di Noale di recuperare posizioni in classifica rispetto a Yamaha e Ducati; Max ha lasciato una piccola speranza di rivederlo in pista per il dodicesimo e penultimo Round a Magny Cours).

Come detto, spettacolo ed emozioni non sono, comunque, mancate già dal sabato con una superpole centrata dallo spagnolo Checa in sella alla Ducati 1098R del team Althea Racing, la sesta pole di quest’anno che la dice lunga sulla condizione e sul feeling raggiunto. Alle spalle, ecco due piacevoli ritorni, Jonathan Rea (Honda Ten Kate) e Noriyuki Haga (Aprilia Pata). Unica presenza del nostro Paese al terzo e decisivo turno di qualifica è stata quella di Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia), 25enne biellese che ha conquistato una meritatissima seconda fila con il settimo tempo. Lontano, purtroppo, dalle aspettative Marco Melandri (Yamaha World Sbk Team), fuori nella seconda sessione insieme a Michel Fabrizio (Suzuki Alstare).

Così il sabato, domenica, invece, Gara 1 inizia subito con Tom Sykes (Kawasaki PBM) che balza, immediatamente, al comando, seguito dal nordirlandese della Honda Jonathan Rea e, infine, Carlos Checa. All’inseguimento del terzetto Haga e Laverty (Yamaha World Sbk Team). In tutto 21 giri serratissimi che infiammano il pubblico e che vedono Rea passare al comando dopo il quinto passaggio e dietro uno scatenatissimo Haga ritornato a pieno titolo il “Nitro Nori” che i tifosi conoscono. La lotta per la terza posizione è stata fra Sykes e Checa, spuntata all’ultimo giro dallo spagnolo che, così, facendo ha aggiunto punti preziosi alla classifica in ottica Campionato. Non bene Marco Melandri, all’ottavo posto, e Ayrton Badovini, nono. Da registrare, in ultimo, la bellissima prestazione della Wild Card Federico Sandi (Ducati Altea Racing), tredicesimo dopo essere stato in grado di tenere la nona posizione per tre quarti della gara. Male il romano Michel Fabrizio, caduto al secondo passaggio.

Nell’attesa di vedere Gara 2, scendono in pista i riders del Mondiale Supersport e si assiste a 19 giri di emozioni al cardiopalma, con il titolo virtualmente in tasca all’inglese Chaz Davies del Team Yamaha Parking GO al comando per quindici giri sino a quando la sua Yamaha R6 lo abbandona con una fumata bianca rimandando i festeggiamenti per il Mondiale al prossimo round.

A metà pomeriggio si ritorna in pista con la classe regina e con un Carlos Checa deciso a vincere per festeggiare in anticipo. La partenza è quasi una fotocopia di Gara 1, con Rea che si mette al comando, seguito da Eugene Laverty e Leon Camier (Aprilia Alitalia Team). Al quinto passaggio l’errore dell’irlandese nr 58 di Yamaha lascia passare Checa e Haga e da lì, fino al quindicesimo giro, la situazione non cambia con Rea indiavolato alla testa della corsa. A quattro giri dal termine un contatto elettrico sulla CBR1000R del Team Ten Kate costringe, però, Rea a prendere la via dei box sotto gli applausi del pubblico presente. E’ via libera per Checa, al comando della corsa e per due giri campione del Mondo virtuale, sino a quando Melandri non è riuscito a strappare il sesto posto e quei tre punti in campionato che lasciano i giochi ancora aperti. La seconda posizione va nuovamente ad Haga e la terza a Leon Camier che regala con questa prestazione una manciata di punti alla casa di Noale. Ayrton Badovini è decimo e mantiene ancora la presenza in top ten mondiale, male ancora una volta Michel Fabrizio costretto ad un mesto ritiro.

Tutto rimandato, dunque, in terra francese, a Magny Cours. Intanto, però, Carlos Checa è già nella storia della Superbike, accedendo con le sue 17 vittorie in carriera alla top ten dei piloti più vittoriosi.
(FOTO DI MASSIMO CAVICCHINI)

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