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Fuori campo

Bosh stellare, ma il Re è James

34 punti del lungo di Miami spingono gli Heat sul 2-1, ma è la prestazione di LeBron James a fare la differenza.

Leggendo i titoli dei siti sportivi di stamattina, pensavo di dover parlare di una partita 'da one man show'. Gara-3 della serie tra Miami Heat e Chicago Bulls è stata effettivamente così, solo che lo show non è stato tanto del protagonista dei titoli Chris Bosh (autore di 34 punti), quanto del solito, incredibile LeBron James. Intendiamoci, è giusto celebrare la partita del criticatissimo 'terzo' dei Big Three, stella per una notte, ma ciò non significa che debba passare inosservata la prestazione totale e dominante di James.

I Chicago Bulls non perdevano due partite consecutive addirittura da inizio Febbraio e si sono presentati a Miami con tutte le intenzioni di continuare su questa falsariga. Ma, nonostante un'ottima prestazione offensiva di Boozer (26 con 17 rimbalzi), la squadra di Thibodeau ha dovuto capitolare nell'ultimo quarto di gioco, quando la difesa di Miami ha chiuso l'area ed ha trovato le giuste misure a Rose (comunque autore di 20 punti). Proprio il lavoro collettivo sull'MVP è uno dei temi più interessanti della serie: a mio modo di vedere, quello che gli Heat fanno meglio di tutti è rallentare Rose nella fase iniziale del pick'n'roll, facendogli girare l'angolo più lentamente rispetto alle sue abitudini. In questo modo i lunghi riescono ad arrivare in aiuto con tempi migliori e rendono molto difficile la conclusione in area a Rose, grazie al lavoro Joel Anthony (5 stoppate), James (2) e Haslem. Ovviamente le attenzioni che l'MVP richiama sono tali da scoprire un po' la squadra a rimbalzo d'attacco, terreno di caccia di Boozer (7) e Gibson (3).

In gara-3 la notizia è che la qualità dell'attacco di Miami è salita enormemente: quando LeBron si mette a giocare con la squadra e per la squadra, calamita talmente tante attenzioni che gli Heat hanno quasi sempre un uomo libero per un tiro comodo, motivo per il quale è stata trovata continuativamente la mano caldissima di Chris Bosh (13/18 dal campo) e sono stati segnati 95 punti. Questa è la maniera di attaccare la miglior difesa della NBA, muovendo il pallone: quando ci si riesce, gli Heat hanno talmente tanto talento da essere quasi inarrestabili, anche con un Wade 'normale' (17 punti con 6/17 al tiro).

Tutto, però, nasce come detto dal lavoro di James: per i primi tre quarti ha eseguito in maniera celestiale ed ha cercato il passaggio prima di pensare al tiro, regalando assist (10) ai suoi compagni che hanno solamente dovuto alzare la mano per segnare. Quando gioca così, senza sentirsi obbligato a segnare per 'esigenze di sceneggiatura', a mio modo di vedere LeBron è il più forte giocatore di basket del pianeta, anche perchè quando c'è da risolvere la partita è comunque capace di segnare 10 punti nell'ultimo quarto, tra cui il gioco da tre punti che ha scavato il solco definitivo tra le due squadre. Oltre a tutto questo ben di Dio, il Prescelto sa essere anche un difensore a livelli d'eccellenza, che viene quasi voglia di dire che questa è la parte più sottovalutata di un giocatore irripetibile.

Per i Bulls ora le cose si fanno dannatamente complicate, perchè perdendo la prossima sul campo degli Heat gli avversari avrebbero tre match ball sulla racchetta per andare a giocarsi l'anello: la difesa deve fare un ulteriore salto di qualità rendendo più sporca l'esecuzione degli Heat e costringendo James a prendersi molti più isolamenti di quelli che ha preso in gara-3. Non c'è da dubitare che gli uomini di Thibodeau entreranno in campo con una voglia di vincere diversa Martedì notte, e speriamo che questa bellissima serie di playoff vada avanti fino al suo necessario epilogo di gara-7.

Miami Heat - Chicago Bulls 96 - 85 (18-15, 25-25, 25-25, 28-20)

Miami: Bosh 34 (13/18, 5 rim), James 22 (6/13, 6 rim, 10 ass), Wade 17 (6/17, 9 rim)

Chicago: Boozer 26 (8/19, 17 rim), Rose 20 (8/19, 5 rim, 5 ass), Deng 14 (6/13, 8 rim)

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