Cuggiono
La bellezza e la solennità del suono manuale delle campane... ora c'è un gruppo di appassionati, conta circa venti membri, molti dei quali giovani e alcune ragazze, contrariamente a quanto si potrebbe pensare.
Una passione che può apparire insolita, ma che in realtà ha sempre un grande fascino e suggestione. Le campane per molto tempo hanno ‘segnato’ la vita delle comunità: scandivano il tempo, segnalavano le celebrazioni liturgiche, ricordavano i morti,... celebravano la festa. Se un tempo tutto questo era manuale, ora ci sono sistemi temporizzati ed elettronici. A Cuggiono, da alcuni mesi, si è creato un gruppo di appassionati che con le campane... regalano veri concerti. Sono i ‘Campanari Cuggionesi’, ma ripartiamo dalla storia, per capire come si è formato il gruppo. Il 21 luglio 2023, dopo oltre cinquant'anni di silenzio, le corde sono state reinstallate alle campane del campanile della Basilica di San Giorgio, restituendo al paese la tradizione del suono manuale. L'inaugurazione ufficiale di questo ritorno al passato è avvenuta il 16 agosto, in occasione della festa di San Rocco, un evento che ha richiamato l'attenzione della comunità locale. Un anno dopo, nella notte tra il 12 e il 13 luglio 2024, un evento inaspettato ha riportato l'uso delle corde in primo piano: un fulmine ha colpito l'impianto elettrico che controllava il suono delle campane, rendendolo inutilizzabile. In risposta a questa emergenza, la comunità ha riscoperto la bellezza e la solennità del suono manuale. “Sembrava di essere tornati indietro agli anni '50, quando il suono delle campane accompagnava la vita del paese”. Un altro momento significativo si è verificato il giorno della festa della Madonna del Carmine, quando la Federazione Campanari Ambrosiani è venuta a suonare in Basilica. Da quel giorno, il numero degli appassionati di campane è cresciuto costantemente, formando un gruppo sempre più numeroso. Oggi, il neonato gruppo ‘Campanari Cuggionesi’ conta circa venti membri, molti dei quali giovani e alcune ragazze, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Il più piccolo, Diego, ha solo 10 anni. Guidati da Samuele Straniero, questi appassionati si riuniscono in occasione delle festività per suonare le campane come un tempo, per mantenere viva una tradizione antica e suggestiva.