Legale
I proprietari possono riottenere l'immobile in caso di urgente e imprevisto bisogno.
È una situazione sempre più frequente: i genitori concedono gratuitamente un appartamento al figlio o alla figlia che si sposa, per aiutare la giovane coppia a costruire il proprio futuro. Ma cosa succede quando il matrimonio entra in crisi e nell'immobile rimane a vivere l'ex nuora o l'ex genero con i nipoti?
La Cassazione ha più volte affrontato questo delicato tema, cercando di bilanciare gli interessi dei proprietari con la tutela dei minori. Come evidenziato dalla recente sentenza 573/2025, quando l'immobile viene concesso per le esigenze della famiglia, i nonni non possono chiederne la restituzione a proprio piacimento. Il prestito gratuito (tecnicamente chiamato "comodato") è infatti vincolato alle necessità abitative familiari, specialmente in presenza di nipoti.
Tuttavia, come chiarito dalla Cassazione, i proprietari possono riottenere l'immobile in caso di "urgente e imprevisto bisogno". Non si tratta di un capriccio: il bisogno deve essere serio e concreto, come ad esempio un grave peggioramento delle condizioni economiche che renda necessaria la vendita della casa o la sua locazione per ricavarne un reddito.
In questi casi il giudice dovrà valutare con particolare attenzione gli interessi in gioco, confrontando le esigenze dei nonni proprietari con quelle dei nipoti. Se ad esempio i nonni possiedono altri immobili da cui ricavare reddito, difficilmente potranno giustificare la richiesta di restituzione della casa in cui vivono i nipoti.
I Giudici hanno, inoltre, precisato che la destinazione familiare dell'immobile non può essere presunta, ma deve risultare chiaramente dall'accordo tra le parti o dal loro comportamento. Se la casa è stata prestata solo temporaneamente o per esigenze personali del figlio/a prima del matrimonio, i proprietari mantengono una maggiore libertà nel chiederne la restituzione.
Il consiglio è quindi quello di mettere sempre per iscritto gli accordi sulla casa, specificando chiaramente se il prestito è temporaneo o destinato stabilmente alle esigenze della famiglia. Questo può evitare futuri contenziosi e tutelare sia i proprietari che i familiari che vi abitano, specialmente in presenza di minori.