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Legale

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L'usucapione tra ex coniugi

Quando il tempo cancella la comproprietà.

Una recente sentenza del Tribunale di Taranto affronta un tema che interessa molte coppie separate: cosa succede quando un ex coniuge continua a vivere da solo nella casa coniugale per molti anni, mentre l'altro se ne disinteressa completamente?
Il caso esaminato è emblematico: marito e moglie comprano casa insieme nel 1975, nell’82 la moglie lascia l'abitazione, seguono la separazione e divorzio nel 1990. Il marito continua a vivere nella casa per oltre quarant'anni, occupandosene in modo esclusivo: paga le tasse, fa le riparazioni, gestisce tutto da solo. Dopo questo periodo, chiede al tribunale di essere riconosciuto come unico proprietario attraverso l'usucapione.
Ma cos'è l'usucapione? È un modo di acquistare la proprietà attraverso il possesso continuato nel tempo. In pratica, se qualcuno si comporta come proprietario di un bene per un periodo sufficientemente lungo (20 anni), può diventarne effettivamente proprietario. Il tribunale ha dato ragione al marito, stabilendo che:

  • È possibile usucapire la quota dell'ex coniuge
  • Serve dimostrare di aver gestito la casa come unico proprietario
  • Il comportamento deve essere incompatibile con la comproprietà
  • Il periodo deve essere continuativo e pacifico

Cosa significa questo nella vita pratica?
Se dopo la separazione un ex coniuge continua a vivere nella casa comune:

  • Pagando tutte le spese
  • Facendo lavori di manutenzione
  • Comportandosi come unico proprietario
  • Senza che l'altro si interessi mai dell'immobile, dopo vent'anni può chiedere di diventare proprietario esclusivo.

È importante però conservare le prove: ricevute di pagamento, documentazione dei lavori fatti, bollette e tasse pagate, testimonianze di vicini e conoscenti. Consigli utili:
Per chi vuole mantenere i propri diritti: partecipare attivamente alla gestione della casa anche dopo la separazione. Per chi vive nella casa: conservare tutta la documentazione delle spese sostenute. Per tutti: meglio regolare la situazione della casa già in fase di separazione.
La sentenza ci ricorda che il diritto si adegua alla realtà: se per decenni un ex coniuge si disinteressa completamente della casa comune, può perdere la sua quota di proprietà. Allo stesso tempo, chi vuole far valere l'usucapione deve dimostrare di essersi comportato davvero come unico proprietario. Un messaggio chiaro: le situazioni di comproprietà tra ex coniugi vanno gestite attivamente, il disinteresse prolungato può portare alla perdita dei propri diritti, mentre una gestione esclusiva documentata può portare all'acquisizione dell'intera proprietà.

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